Panace di Sosnowsky

Heracleum sosnowskyi (Manden.)
Autore: Hugo.arg
Licenza: CC BY-SA 3.0

Il panace di Sosnowsky è un pianta erbacea biennale o perenne, monocarpica, che può raggiungere i 2-3 m di altezza. Le foglie sono molto grandi, parzialmente o completamente divise in segmenti e possono raggiungere anche i 2 m di lunghezza compreso il picciolo. Le infiorescenze sono ombrelle di circa 40-50 cm di diametro, con fiori bianchi o rosati, che compaiono nel secondo anno o negli anni successivi al secondo, in casi particolari. Ogni pianta produce circa 9000-10000 semi e poi muore dopo la fruttificazione. E’ simile a H. mantegazzianum Sommier & Levier e a H. persicum Desf. e per questo motivo spesso nelle liste di esotiche invasive questa specie non compare in quanto “compresa” in H. mantegazzianum.

  • Regno

    Plantae
  • Divisione

    Magnoliophyta (Angiospermae)
  • Classe

    Magnoliopsida (Dicotyledonae)
  • Ordine

    Apiales
  • Famiglia

    Apiaceae
  • Nome inglese

    Sosnowsky's hogweed
Autore: Julo
Licenza: CC BY-SA 4.0
Autore: Andres Saag - Dryades

area di presenza naturale

E’ nativa delle aree del Caucaso centrale e orientale (Georgia, Russia, Armenia, Azerbaijan e nel NE dell’Anatolia in Turchia). E’ stata descritta su esemplari della Georgia.

area di introduzione

nel mondo
Heracleum sosnowskyi non è segnalato fino ad ora al di fuori di Europa orientale e Asia occidentale.

in Europa e Asia
La specie si è diffusa in alcuni stati dell’Europa orientale e dell’Asia occidentale, in relazione alle aree dove è stata coltivata a partire dalla fine degli anni ’40 del secolo scorso a titolo sperimentale e poi dagli anni ’60 in molti paesi dell’Est, come foraggio. I paesi in cui è diffusa sono Estonia, Latvia e Lituania ma vi sono segnalazioni anche per Ungheria, Polonia, Ucraina, Bielorussia, Germania dell’Est e Russia europea, ma da confermare. In Russia la specie è stata anche ibridata con altre specie dello stesso genere e questi ibridi potrebbero essersi diffusi, anche se non vi sono dati al proposito.

DISTRIBUZIONE IN ITALIA

La specie non è stata segnalata fino ad ora per l’Italia.

BIOLOGIA ED ECOLOGIA

Ogni individuo può produrre fino a 10-12000 semi che vengono dispersi dal vento o dall’acqua quando la specie si trova in prossimità di fiumi o canali. Poiché la specie è caratterizzata da un fittone che accumula molte riserve ogni pianta a primavera produce in breve tempo numerose foglie basali di grandi dimensioni e questo le permette di sviluppare successivamente grandi infiorescenze. H. sosnowskyi è adattato a condizioni termiche di bassa temperatura d’inverno, con neve persistente, e di alta temperatura durante il periodo estivo e quindi può diffondersi in aree di montagna, sia nelle Alpi, sia nell’Appennino.

La specie si trova principalmente in habitat disturbati come bordi stradali, campi coltivati, pascoli abbandonati e giardini poco curati o in habitat semi-disturbati come pascoli, prati e frutteti. Si trova anche lungo fiumi e torrenti, nelle zone di greto.

VETTORI DI INTRODUZIONE

Questa specie è stata introdotta come ornamentale ma principalmente perché si riteneva che avesse buone potenzialità come pianta da foraggio, a seguito di ibridazione con altre specie dello stesso genere, meno ricche in furanocumarine. Tale introduzione come foraggera è avvenuta nei paesi dell’Est europeo e dell’Asia occidentale. H. sosnowskyi si può diffondere rapidamente sia per dispersione naturale (attraverso semi e frammenti trasportati dall’ acqua), sia a causa delle attività dell’uomo che può seminarla nei giardini. Attualmente in alcuni paesi dell’est viene ancora utilizzata come produttrice di biomassa.

IMPATTI

Rapporti con l’uomo, impatto sanitario e socioeconomico

La pianta contiene furanocumarine fototossiche per l’uomo; l’esposizione alla luce dopo aver toccato le piante può provocare irritazioni e dermatiti, a seconda della sensibilità individuale. In alcuni casi i danni sono simili a ustioni e possono provocare alterazioni durature della pigmentazione della pelle.

Impatto su altre specie

La grande dimensione e la velocità di sviluppo di questa specie la rendono estremamente invasiva in habitat ruderali e ripariali, a bassa copertura vegetale, ma anche in habitat erbacei come prati e pascoli. In questi la specie intercetta la luce e riduce la copertura vegetale delle native.

Impatto sugli ecosistemi

Le dense popolazioni di questa pianta possono causare l’alterazione della struttura e della funzione degli ecosistemi, portando allo stravolgimento della catena alimentare e del normale ciclo dei nutrienti.

METODI DI GESTIONE

Il controllo può essere effettuato meccanicamente, ma richiede risorse ingenti: è consigliata l’estirpazione delle piante dalla base con strumenti meccanici estirpando il fittone o tagliandolo a circa 10 cm di profondità. L’utilizzo di erbicidi per il controllo non sempre è possibile, ad esempio lungo i fiumi, per ragioni normative e di sicurezza. Per questo motivo si ritiene che la principale forma di gestione debba essere la prevenzione (divieto di vendita, trasporto e possesso).

Scheda realizzata da: Società Botanica Italiana