Lysichiton americano

Lysichiton americanus (Hultén and St. John)
Autore: Jsayre64
Licenza: CC BY-SA 3.0

Erbacea perenne di grandi dimensioni (fino a 150 cm di altezza e 1 mq di ampiezza) con grandi foglie coriacee e rizomi lunghi e spessi. L’infiorescenza compare in primavera prima delle foglie; è costituita da una grande spata gialla e uno spadice carnoso lungo fino a 25 cm, emanante odore sgradevole. I frutti sono bacche verdi che maturano in luglio-agosto. Può essere confusa con Arum maculatum, di dimensioni inferiori, che si trova in habitat simili.

  • Regno

    Plantae
  • Divisione

    Magnoliophyta (Angiospermae)
  • Classe

    Liliopsida (monocotiledoni)
  • Ordine

    Alismatales/Arales
  • Famiglia

    Araceae
  • Sinonimi principali

    Lysichiton camtschatcensis auct. non (L.) Schott
  • Nome inglese

    American skunk cabbage

area di presenza naturale

America nordoccidentale (zona costiera pacifica dall’Alaska alla California).

area di introduzione

nel mondo
Introdotta in Europa.

in Europa
Irlanda, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Francia, Svizzera, Germania, ma con diffusione limitata.

DISTRIBUZIONE IN ITALIA

Assente.

BIOLOGIA ED ECOLOGIA

Specie longeva (fino a 75 anni) a crescita lenta. In Europa la riproduzione è quasi esclusivamente di tipo sessuale; potrebbe essere impollinata da alcune specie di ditteri (genere Arum). E’ ritenuta capace di autoimpollinazione. Fiorisce e fruttifica a partire dal terzo anno, ma non tutti gli anni; produce 100-650 bacche per spadice, che possono rimanere vitali nel suolo per 8 anni. Può anche riprodursi vegetativamente per frammentazione dei rizomi, ma ciò si verifica difficilmente poichè crescono in profondità nel suolo e difficilmente sono dispersi.

Vive in paludi, torbiere alte, ruscelli poco profondi con acqua fluente, su margini di laghi e stagni, sponde di corsi d’acqua, in boschi alluvionali e paludosi, brughiere, prati umidi e zone umide costiere. E’ limitata dalla presenza di suoli permanentemente umidi. Vive anche in acque correnti o ferme (fino a 30 cm di profondità) e tollera fluttuazioni nel livello dell’acqua, ma non sopravvive al prosciugamento del suolo. Preferisce suoli a pH acido o neutro, ricchi di humus, ma sopporta condizioni di scarsità di nutrienti. E’ ben adattata a condizioni di anaerobiosi, ma tollera suoli ben aerati. Pur crescendo meglio in mezza ombra, si adatta sia all’ombreggiamento che alla luce piena.

VETTORI DI INTRODUZIONE

Introdotta come pianta ornamentale in Gran Bretagna nel 1901 e in molti altri paesi europei probabilmente prima del 1950, tuttavia non ampiamente diffusa. Negli ultimi anni è aumentato il numero di piante e di semi in vendita in Europa, soprattutto attraverso internet, provenienti sia da paesi europei che dall’Indonesia e dal Nordamerica. La probabilità di diffusione naturale è bassa, sia per la difficoltà di germinazione dei semi che per la limitata gamma di ambienti in cui si insedia. I nuovi individui nascono da seme vicino alla pianta madre; in Europa non è stata osservata dispersione attraverso gli animali. La diffusione è invece facilitata dall’uomo. L’introduzione in natura è stata fatta deliberatamente o a seguito dell’abbandono dei vivai in cui veniva coltivata; talvolta è sfuggita da giardini prossimi ad ambienti naturali vulnerabili (soprattutto se in vicinanza di corpi idrici) o per la dispersione dei residui vegetali dei giardini in natura. Può anche essere stata diffusa a seguito di interventi di manutenzione nelle zone infestate, per dispersione dei semi. Rimane tuttavia una specie con bassa probabilità di diffusione, sia per la difficoltà di germinazione dei semi che per la limitata gamma di ambienti in cui si insedia, e la sua diffusione è molto lenta.

IMPATTI

Rapporti con l’uomo, impatto sanitario e socioeconomico

Non è pericolosa per la salute dell’uomo e degli animali. L’impatto economico è trascurabile, non insediandosi in terreni coltivati, ed è legato ai costi per la gestione, che possono essere elevati in ragione della modalità e della lunga durata degli interventi e della difficile accessibilità degli ambienti interessati.

Impatto su altre specie

Determina una significativa riduzione della biodiversità di ambienti umidi, di per sé vulnerabili. Le grandi dimensioni e lo sviluppo precoce in primavera determinano una riduzione della copertura e del numero di native (anche del 50%), incluse quelle appartenenti alla fauna acquatica.

Impatto sugli ecosistemi

E’ considerato moderato, legato principalmente alla vulnerabilità e alla rarefazione degli ambienti umidi nella maggior parte del territorio europeo, che spesso sono inclusi in aree protette e ospitano specie a rischio di estinzione. Può ostruire il flusso idrico nei corsi d’acqua, occupare i bacini idrici e alterare i parametri ambientali e la struttura degli ecosistemi.

METODI DI GESTIONE

La prevenzione dovrebbe consistere nel divieto di vendita e impianto della specie, possibilmente anche nei giardini privati, e sensibilizzazione della popolazione. Il settore florovivaistico dovrebbe adottare un’etichettatura che avvisi della pericolosità della specie e ne raccomandi l’impianto a distanza da ambienti naturali e da acque correnti (almeno 50 m). E’ importante un monitoraggio che consenta la rapida individuazione delle infestazioni, ma sia il rilevamento che la gestione sono ostacolati dalla difficile accessibilità degli ambienti umidi (inondati per parte dell’anno, fangosi, con vegetazione fitta e intricata). E’ consigliata la rimozione manuale delle popolazioni piccole e insediate da poco, prima della fruttificazione, attraverso estirpando anche i rizomi (che però si trovano fino a 30 cm di profondità). Deve seguire un controllo ogni due anni per almeno 8 anni (fino all’esaurimento della banca semi nel terreno). Il controllo chimico è sconsigliato in ambienti umidi e finora si è comunque dimostrato inefficace. Non sono noti agenti per il controllo biologico: le specie di lumache e chiocciole che si cibano delle foglie danneggiano solo piante giovani.

Scheda realizzata da: Società Botanica Italiana