Persicaria perfoliata

Persicaria perfoliata (L.) H. Gross
Autore: Qwert1234
Licenza: CC BY-SA 3.0

Erbacea annuale, rampicante e spinescente, a rapido sviluppo (15 cm al giorno), che raggiungere 6 m di altezza o più. Le radici sono deboli e superficiali; i fusti sono rossastri, esili, e dotati di spine rivolte verso il basso. Le foglie alterne, sottili, di colore verde pallido, hanno una caratteristica forma triangolare e sono glabre sulla faccia superiore, con spine sulla nervatura centrale della pagina inferiore. Una caratteristica brattea (ocrea) a forma di coppa avvolge il fusto alla base del picciolo. L’infiorescenza è un racemo con gruppi di 10-15 piccoli fiori bianco-rosati, terminali o disposti all’ascella delle foglie superiori. Ogni frutto, blu scuro metallico, contiene un singolo seme lucido, nero o purpureo.

  • Regno

    Plantae
  • Divisione

    Magnoliophyta (Angiospermae)
  • Classe

    Magnoliopsida (Dicotyledonae)
  • Ordine

    Caryophyllales
  • Famiglia

    Polygonaceae
  • Sinonimi principali

    Polygonum perfoliatum L.
    Ampelygonum perfoliatum (L.)
  • Nome inglese

    Mile-a-minute weed
Autore: Matt Reinbold
Licenza: CC BY-SA 2.0
Autore: Dalgial
Licenza: CC BY-SA 3.0
Autore: Dalgial
Licenza: CC BY-SA 3.0

area di presenza naturale

Specie originaria dell’Asia orientale.

area di introduzione

nel mondo
Nord America e Turchia, mentre in Nuova Zelanda la specie è stata eradicata con successo.

in Europa
Specie non ancora presente in nessuno dei paesi membri dell’Unione Europea.

DISTRIBUZIONE IN ITALIA

Assente.

BIOLOGIA ED ECOLOGIA

La fecondazione di P. perfoliata avviene prevalentemente per auto-impollinazione, perciò non necessita di specifici insetti impollinatori per lo sviluppo di frutti e semi. La specie esibisce una strategia altamente competitiva nella produzione dei frutti (giugno-ottobre), con due picchi: il primo a luglio, dove P. perfoliata si assicura la produzione di semi anche negli anni particolarmente aridi, e il secondo in autunno (settembre-novembre), coincidente con la stagione migratoria degli uccelli, mezzo di diffusione della specie. Ogni pianta è in grado di produrre 50-100 semi e un periodo di vernalizzazione è necessario per la germinazione. I semi possono rimanere vitali fino a 6 anni, nonostante la vitalità diminuisca sensibilmente con il tempo. Acqua e fauna (uccelli e mammiferi) sono i principali mezzi di dispersionedi frutti e semi.

Colonizza aree aperte e disturbate, margini boschivi, zone umide, margini fluviali e bordi stradali. Sebbene un’elevata luminosità e umidità siano le condizioni ottimali per lo sviluppo, la specie è in grado di tollerare ombreggiamento e aridità. Cresce generalmente dove è presente una lettiera abbondante sulla superficie del suolo, ma si trova anche in ambienti umidi con suolo poco strutturato. Nell’areale nativo P. perfoliata si trova a quote comprese tra 80-2300 m.

VETTORI DI INTRODUZIONE

Specie introdotta accidentalmente in Nord America attraverso il materiale vivaistico, con semi contaminanti miscele di sementi e terriccio utilizzato per la coltivazione di piante ornamentali. L’ulteriore diffusione avviene attraverso commercio vivaistico e dispersione naturale.

IMPATTI

Rapporti con l’uomo, impatto sanitario e socioeconomico

Nella zona di origine, la specie è utilizzata in ambito medico (proprietà anti-ossidanti e antitumorali) e in cucina. Alcune delle sostanze allelopatiche estratte possono essere utilizzate per il controllo di altre infestanti dei campi. La pianta può invadere i frutteti, ricoprendo e soffocando gli alberi da produzione. Negli USA P. perfoliata ha impatti negativi sui vivai forestali e sugli interventi di rimboschimento (in Virginia i costi di gestione aggiuntivi dovuti alla presenza della specie sono pari a 60-500 dollari per ettaro). La presenza di spine può compromettere le attività umane nei siti infestati.

Impatto su altre specie

Il forte ombreggiamento nei siti infestati riduce drasticamente o sopprime la capacità fotosintetica delle piante sottostanti, con conseguente morte delle stesse e diminuzione della ricchezza specifica indigena.

Impatto sugli ecosistemi

Laddove infestante, P. perfoliata può provocare danni ecologici ricoprendo e soffocando gli alberi e gli arbusti e le loro plantule, compromettendo in tal modo la rigenerazione della vegetazione. La spinosità della pianta, inoltre, ostacola il movimento della fauna selvatica.

METODI DI GESTIONE

Il controllo, ed eventuale quarantena, del materiale vivaistico a rischio di contaminazione di semi e plantule di P. perfoliata è fondamentale per prevenire l’ingresso della specie in nuovi siti. La corretta gestione dei boschi e dei margini fluviali, prevenendo la formazione di aree disturbate o prive di vegetazione, può ostacolare l’ingresso della specie. Interventi ripetuti di falciatura sono efficaci nel caso di giovani plantule, così come l’eradicazione a mano nelle prime fasi di infestazione, ma entrambi i metodi risultano insufficienti per individui di grandi dimensioni. Inoltre, il controllo meccanico non è in grado di tenere completamente sotto controllo la dispersione dei semi. I metodi di lotta biologica adottati negli USA, attraverso il rilascio di coleotteri originari dalla Cina, si sono dimostrati adeguati nel contenimento delle popolazioni di P. perfoliata. L’utilizzo di particolari erbicidi può essere efficace laddove la specie non infesti ecosistemi particolarmente delicati (es. ecosistemi acquatici).

Scheda realizzata da: Società Botanica Italiana