Scoiattolo di Pallas

Callosciurus erythraeus (Pallas, 1779)
Autore: LiCheng Shih
Licenza: CC BY 2.0

È uno scoiattolo arboricolo diurno, di dimensioni simili allo scoiattolo comune (specie nativa dell'Europa), da cui si distingue per la colorazione molto particolare, comunque soggetta a una considerevole variabilità geografica. Generalmente ventre e torace sono di colore giallastro o rosso-mogano, il dorso è marrone-oliva, mentre collo e zampe sono grigi. La lunghezza massima è di 46 cm, di cui quasi la metà costituiti dalla coda. Questa, molto folta e di colore grigio-bruna, ha parti esterne bianche. Le orecchie sono prive di ciuffi.

  • Classe

    Mammalia
  • Ordine

    Rodentia
  • Famiglia

    Sciuridae
  • Sinonimi principali

    Callosciurus flavimanus
  • Nome inglese

    Pallas’s squirrel
Autore: LiCheng Shih
Licenza: CC BY 2.0
Autore: LiCheng Shih
Licenza: CC BY 2.0

area di presenza naturale

Specie originaria dell’Asia sud-orientale, è diffusa dalla Cina centrale e meridionale a Bangladesh, India, Myanmar, Tailandia, Laos, Vietnam, Cambogia, Malesia e Taiwan.

area di introduzione

nel mondo
È stato introdotto in diverse località in Europa, nonché in Argentina, Giappone e Cina (Hong Kong).

in Europa
Sono note popolazioni localizzate in Francia, Olanda e Italia. In Belgio la specie è stata eradicata

DISTRIBUZIONE IN ITALIA

In Italia la specie è presente in Lombardia con una distribuzione molto localizzata nella provincia di Varese.

BIOLOGIA ED ECOLOGIA

In Italia la specie è presente in Lombardia con una distribuzione molto localizzata nella provincia di Varese.

L’ambiente originario di questa specie è costituito da foreste tropicali e subtropicali di latifoglie, ma grazie alla sua adattabilità può vivere anche in ambienti a clima temperato e in foreste di latifoglie e conifere di tipo subalpino. Evita comunque gli ambienti di foreste caducifoglie con clima invernale troppo rigido. In Europa si trova soprattutto in ambienti boscati a latifoglie o misti) nonché in parchi urbani ed extraurbani.

VETTORI DI INTRODUZIONE

Importata e venduta come animale da compagnia in vari paesi europei, questa specie è stata introdotta a causa di rilasci da parte dei cittadini o a seguito di fughe dalla cattività. Si ritiene possa diffondersi grazie alle buone capacità di dispersione, ma anche a causa di ulteriori spostamenti provocati dall’uomo (ad esempio attraverso la cattura degli animali presenti in natura e il loro commercio illegale).

IMPATTI

Rapporti con l’uomo, impatto sanitario e socioeconomico

Nelle aree di introduzione i danni più evidenti causati da questo scoiattolo sono quelli provocati agli alberi di parchi e giardini a seguito dell’attività di scortecciamento, che può essere particolarmente frequente in caso di carenza di altre risorse alimentari. Lo scortecciamento può rendere le piante più suscettibili all’attacco di malattie e parassiti. Il consumo di frutti può provocare ulteriori danni, soprattutto su orti e colture. Sono noti anche danni causati alle linee elettriche e telefoniche, nonché agli impianti di irrigazione e casi di consumo di cereali nei silos di stoccaggio. È stato infine suggerito un possibile ruolo nella trasmissione di agenti patogeni, sebbene siano necessari ulteriori approfondimenti.

Impatto su altre specie

Ricerche condotte in Italia indicano una competizione tra lo scoiattolo di Pallas e lo scoiattolo comune. La specie nativa è risultata assente o presente a bassa densità dove era presente la specie introdotta. Nelle aree di compresenza delle due specie, lo scoiattolo comune è risultato presente con densità basse, rispetto ad altre aree simili senza la presenza della specie alloctona. Inoltre, nelle aree di compresenza delle due specie gli scoiattoli comuni avevano dimensioni e peso minori, rispetto alle aree di controllo, indicando un’interferenza tra le due specie che portava a una minor crescita degli individui della specie nativa.

Impatto sugli ecosistemi

Lo scortecciamento delle piante e i relativi danni possono interferire con l’ecologia delle specie di animali e piante associate agli ambiti forestali interessati.

METODI DI GESTIONE

Sono in corso interventi di eradicazione della specie in tutti i paesi europei. Di fatto, intervenire in una fase precoce (piuttosto che attendere una sua maggior diffusione) consente di limitare i costi degli interventi. In Belgio, ad esempio, dove l’unica popolazione, molto localizzata, è stata eradicata, il costo è stato di circa 200.000 euro. I metodi utilizzati per il controllo sono il trappolaggio in vivo degli animali con successiva soppressione eutanasia e l’abbattimento diretto.

Scheda realizzata da: ISPRA con il contributo dell' ATIT - Associazione Teriologica Italiana