Scoiattolo volpe

Sciurus niger (Linnaeus, 1758)
Autore: Ilona Loser
Licenza: CC BY-SA 3.0

Lo scoiattolo volpe è un roditore arboricolo di grossa taglia, che raggiunge i 70 cm di lunghezza (di cui circa 30 di coda) e gli 800-1000 g di peso. Il colore della pelliccia a livello dorsale è in genere grigio-marrone, mentre il ventre è giallo-arancione. Tuttavia in America ci sono animali con colorazioni più scure o più chiare. Non ci sono particolari differenze morfologiche tra maschi e femmine.

  • Classe

    Mammalia
  • Ordine

    Rodentia
  • Famiglia

    Sciuridae
  • Nome inglese

    Fox squirrel
Autore: Skyttea
Licenza: CC BY-SA 3.0
Autore: Jeff Whitlock
Licenza: CC BY-NC-SA 2.0

area di presenza naturale

Questa specie è originaria del Nord America, dove è diffusa negli Stati Uniti centrali e orientali, nel Canada meridionale e in una ristretta zona del Messico nord-orientale.

area di introduzione

nel mondo
Lo scoiattolo volpe è stato oggetto di numerose immissioni in diverse località degli Stati Uniti occidentali e del Canada al di fuori del suo areale originario.

in Europa
Non esistono popolazioni introdotte di scoiattolo volpe in Europa, ma ci sono segnalazioni di individui isolati in Olanda e in Belgio.

DISTRIBUZIONE IN ITALIA

Assente.

BIOLOGIA ED ECOLOGIA

Lo scoiattolo volpe ha una dieta molto variegata, che comprende principalmente ghiande, nocciole e altri semi, nonché frutti, fiori, gemme, funghi, e vari prodotti agricoli. Inoltre si nutre in quantità più limitata anche di insetti (tra cui falene e coleotteri) e, occasionalmente, di uccelli e loro uova. Costruisce nidi di rami e foglie sui rami o usa le cavità degli alberi. Le femmine possono avere 1-2 cucciolate all’anno, ciascuna delle quali può contare da 1 a 7 piccoli (in media 2-3), e la maturità sessuale viene raggiunta a circa un anno.

L’habitat preferenziale è costituito da ambienti di foresta aperta, matura, con alberi sparsi e con scarso sottobosco. Tra questi particolare importanza assumono le foreste di latifoglie e di conifere, le foreste ripariali, nonché le aree agricole e le piantagioni con presenza di siepi, inclusi i parchi urbani o suburbani. Di norma preferisce le zone a clima temperato caldo o continentale, con estati asciutte, ma alla luce della sua ampia distribuzione geografica, può tollerare una grande varietà di condizioni climatiche, ad esempio dai monsoni tropicali al clima continentale, passando per quello di savana umida tropicale e secca, nonché steppico, desertico e temperato caldo.

VETTORI DI INTRODUZIONE

Si tratta di una specie commerciata come animale da compagnia, e per questo si ritiene che la principale causa di introduzione possa essere legata ad eventuali immissioni deliberate o a possibili fughe dalla cattività. Negli Stati Uniti lo scoiattolo volpe è stato introdotto in natura a scopo estetico, ma anche per aumentare le opportunità di caccia. Peraltro è una specie in grado di diffondersi autonomamente su lunghe distanze, a partire dalle popolazioni introdotte.

IMPATTI

Rapporti con l’uomo, impatto sanitario e socioeconomico

Questo scoiattolo può causare diversi danni alle colture di cui si nutre, nonché ai cavi elettrici su cui si sposta, provocando corto-circuiti e black-out; sono noti danni anche ad altre infrastrutture, tra cui gli impianti di irrigazione, i cavi telefonici, gli edifici e i giardini.

Impatto su altre specie

Si ritiene che questa specie possa entrare in competizione con quelle native per lo sfruttamento delle risorse alimentari e dei rifugi (come documentato negli Stati Uniti dove S. niger compete con S. carolinensis), nonché a seguito della diffusione di malattie e parassiti. Inoltre potrebbe avere un impatto negativo sulle popolazioni di uccelli a causa delle eventuali dinamiche di predazione instaurate.

Impatto sugli ecosistemi

Come altre specie di scoiattoli, potrebbe avere un impatto sulla struttura e la composizione delle foreste, influenzando le dinamiche di dispersione dei semi e, seppur limitatamente, provocando danni da scortecciamento.

METODI DI GESTIONE

Trattandosi di una specie diurna di grosse dimensioni, la sua individuazione non dovrebbe essere problematica, anche a uno stadio precoce di introduzione. Per il controllo delle popolazioni, come emerso da esperienze condotte su altre specie simili, sarebbe necessaria la rimozione degli individui preferenzialemnte attraverso la cattura con gabbie-trappola o con abbattimento degli animali.

Scheda realizzata da: ISPRA con il contributo dell' ATIT - Associazione Teriologica Italiana