Gambero rosso della Louisiana

Procambarus clarkii (Girard, 1852)
Autore: MikeMurphy
Licenza: Public Domain

Il gambero rosso della Louisiana è un piccolo crostaceo d’acqua dolce, dalla lunghezza massima di 15-20 cm. Il carapace ha una caratteristica colorazione rossa, arancione o bruno-rossastra. Anche le chele, ricoperte di spine e tubercoli, sono rosse su entrambe le superfici. Questa specie è molto prolifica: le femmine producono fino a 600 uova per volta e possono riprodursi già al primo anno di vita. È inoltre possibile che si succedano ben due generazioni in un solo anno. La specie è inoltre capace di adattarsi a condizioni climatiche estreme, in quanto è caratterizzata da notevole flessibilità ecologica e comportamentale (caratteristiche tipiche di specie aliene invasive di grande successo). Ciò le consente ad esempio di superare il problema della stagionalità dei corpi d’acqua.

  • Classe

    Malacostraca
  • Ordine

    Decapoda
  • Famiglia

    Cambaridae
  • Sinonimi principali

    Cambarus clarkii
  • Nome inglese

    Red swamp crayfish, Louisiana crayfish

area di presenza naturale

Il gambero rosso della Louisiana è per l’appunto una specie originaria del Nord America, dove è diffusa nella parte sud-orientale degli Stati Uniti e nord-orientale del Messico.

area di introduzione

nel mondo
Questa specie è stata introdotta in altre zone degli Stati Uniti al di fuori del suo areale originario, nonché nell’America centrale e meridionale, in molte parti dell’Africa (tra cui Kenya e Sudafrica), Cina, Giappone, Filippine, Taiwan, ed Europa.

in Europa
Attualmente questa specie è presente in molti paesi, tra cui Austria, Belgio, Germania, Spagna, Portogallo, Francia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Cipro, Svizzera e Italia.

DISTRIBUZIONE IN ITALIA

In Italia questa specie, introdotta a partire dal 1989, si è insediata con successo in gran parte del territorio, comprese le isole maggiori.

BIOLOGIA ED ECOLOGIA

Il gambero rosso della Louisiana è una specie generalista e opportunista, in grado di sfruttare un’ampia varietà di risorse alimentari. In genere, la dieta degli adulti è prevalentemente vegetariana e detritivora, mentre quella dei giovani è piuttosto carnivora. Questa include soprattutto plankton, invertebrati - inclusi individui della stessa specie – pesci e anfibi.

Questa specie può adattarsi a ogni tipo di ambiente d’acqua dolce, compresi canali, fossi di drenaggio, laghi, stagni, paludi, e varie zone umide a carattere stagionale. Inoltre non disdegna fiumi e torrenti, soprattutto a corso lento. Può vivere anche in condizioni di eutrofizzazione e scarsa presenza di ossigeno, nonché in acque salmastre. In caso di eventi siccitosi, può sopravvivere rifugiandosi in profondità nel terreno (può infatti scavare buche fino a una profondità di 2 m). Peraltro in caso di condizioni ambientali sfavorevoli, può spostarsi agevolmente anche sul terreno asciutto, alla ricerca di nuovi siti più adatti.

VETTORI DI INTRODUZIONE

Il gambero rosso della Louisiana è una specie utilizzata prevalentemente in acquacoltura. La particolare flessibilità ecologica e comportamentale di questa specie, unitamente alla sua prolificità, la rende infatti particolarmente adatta allo sfruttamento commerciale. Le immissioni di questa specie sono pertanto una conseguenza dei rilasci intenzionali mirati a costituire popolazioni selvatiche per il prelievo a scopo alimentare, o delle fughe dalla cattività. Queste ultime sono dovute sia al commercio per le attività di ristorazione sia a quello degli animali da acquario, nonché all’uso dei gamberi come esca o come agente per il controllo biologico di alghe e molluschi. Il gambero rosso della Louisiana può ulteriormente diffondersi in maniera autonoma, spostandosi anche sul terreno (può percorrere diversi chilometri ogni notte), o attraverso altri “vettori” naturali (ad esempio sfuggendo alla cattura degli aironi in volo).

IMPATTI

Rapporti con l’uomo, impatto sanitario e socioeconomico

I danni maggiori causati da questa specie sono ravvisabili nella destabilizzazione degli argini provocata dalle attività di scavo nei canali di drenaggio e di irrigazione (ad esempio nel regno Unito) nonché nelle risaie (in Italia, Spagna, California e Cina). Le attività dei gamberi sono anche responsabili di fenomeni di intorbidamento delle acque, incluse quelle destinate al consumo umano. Questa specie può peraltro contribuire alla diffusione di malattie infettive, alcune delle quali pericolose anche per l’uomo, come la tularemia. In alcuni casi lo sfruttamento commerciale del gambero rosso della Louisiana produce dei proventi che quindi rendono meno chiaro il reale ammontare dei danni da questa arrecati.

Impatto su altre specie

Questa specie ha un comportamento molto aggressivo e per questo può competere con successo per lo sfruttamento delle risorse con gli altri gamberi di fiume nativi (soprattutto per cibo e rifugi). Peraltro può causare altri stravolgimenti legati alla diffusione di malattie e parassiti, ad esempio è un importante vettore di Aphanomyces astaci, l’agente eziologico della peste del gambero. Il gambero rosso della Louisiana può esercitare una pressione predatoria significativa su anfibi e altri invertebrati, mettendone a rischio la sopravvivenza, è può contribuire alla riduzione della presenza di vegetazione nelle zone umide.

Impatto sugli ecosistemi

Considerate le dinamiche di competizione e predazione sulle specie native, può provocare importanti stravolgimenti sulla struttura e composizione degli habitat, di cui può modificare la rete trofica e alterare le comunità, contribuendo al degrado generalizzato della qualità delle zone umide e quindi alla riduzione della biodiversità.

METODI DI GESTIONE

Si tratta di una specie molto difficile da gestire. L’eradicazione, ad esempio, è quasi impossibile da effettuare, se non in situazioni particolari. Altri metodi di gestione, come il controllo numerico con l’ausilio di trappole, elettrostorditori, biocidi (insetticidi), predatori naturali (anguille), ecc. hanno tutti dei limiti e delle controindicazioni; per questo si ritiene che la soluzione migliore sia un loro uso integrato. Anche in questo caso la migliore strategia di gestione risulta dunque essere la prevenzione.